Alberto Bevilacqua

Alberto-Bevilacqua

Sciascia ne legge il dattiloscritto, vorrebbe pubblicarlo, ma ritiene che possa provocare uno scandalo.
Il successo internazionale arriva con La Califfa (1964). La protagonista, Irene Corsini, inaugura la galleria dei personaggi femminili di Bevilacqua.
Dell’epopea provinciale, dei suoi eroi grandi e meschini, Bevilacqua aveva già fornito uno splendido affresco in Una città in amore (1962, ripubblicato in una nuova stesura nel 1988), ma uno dei romanzi più importanti del decennio è Questa specie d’amore, premio Campiello nel 1966.
Intellettuale impegnato e presente nella vita italiana fin dagli inizi degli anni Sessanta, regista cinematografico (La Califfa, Questa specie d’amore, Le Rose di Danzica, Bosco d’amore), giornalista, polemista, con la sua produzione narrativa Alberto Bevilacqua ha sempre riscosso un grande successo di pubblico, ricevendo i maggiori premi letterari italiani: dal già citato Campiello nel 1966 allo Strega (L’occhio del gatto, 1968), al Bancarella (Un viaggio misterioso, 1972), vittoria doppiata nel 1991 con I sensi incantati.
Un successo sancito anche dalle ultime, felici prove: Anima amante (1996), GialloParma (1997), Sorrisi dal mistero (1998), La polvere sull’erba (Einaudi 2000). Intensa, continua e mai subordinata all’attività di narratore anche la produzione poetica.

ITA