Enrico Benassi

Artista di rilevanza internazionale affermatosi come naif, cui la critica più recente tende a riconoscere grande originalità.
Figlio di contadini, uomo dai mille mestieri: oltre a essere stato emigrante, infatti, è stato contadino, pollivendolo e infermiere, gestore di una trattoria sul Po a Sacchetta, merciaio al mercato della Ghiaia.
Appassionato di musica, ha suonato il banjo, la chitarra e il mandolino. Con i figli (ne ebbe dodici) forma un’orchestrina, che negli anni cinquanta, vaga dalle fiere alle balere ai circhi. Solo a una certa età, alla fine degli anni cinquanta incomincia a dedicarsi alla pittura. Suggestionato dall’esotismo, dai mosaici ravennati e dai reperti egizi dapprima copia e poi velocemente elabora un proprio mondo fantastico, sempre più personale e ricco di colori e di ironia.
Dai primi anni sessanta è presente a livello mondiale in tutte le manifestazioni d’arte naif, con una bibliografia eccezionale. Nel 1988 a Parma si tiene una mostra antologica dell’artista con la pubblicazione di una monografia completa.

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