Il corpo della città nel tempo sospeso

Sabato 12 Settembre - 9:00
Mostre - Gratuito
Palazzo del Governatore - Parma
Antropologia Architettura Arti figurative Cultura
Tutte le date:
Sabato 12 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Domenica 13 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Lunedi 14 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Martedi 15 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Mercoledi 16 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Giovedi 17 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Venerdi 18 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Sabato 19 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Domenica 20 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
Lunedi 21 Settembre 2020 - 9:00 /19:00
MOSTRA TUTTE
Location: Indoor
Adatto a Per tutti.
Una produzione di: Fondazione Teatro Due

Un’indagine alla scoperta di luoghi e umanità che attraverso il punto di vista degli attori potesse riappropriarsi del Corpo della Città meno spettacolare, spazi in cui il tempo si sospende: luoghi della Città come teatro del cuore per gli attori, Spazi del Teatro come lente d’ingrandimento per figure quotidianamente nascoste, spesso protagonisti potenti ma invisibili nella medianicità quotidiana.

L’Abbazia di San Giovanni, la Chiesa dell’Annunciata, con la sua Mensa dei Poveri, la Libreria del Centro Torri, il Bar Gianni, ritrovo dei tifosi del Parma, la Stazione ferroviaria, la Galleria Nazionale, l’Orto botanico, l’Osteria Artaj, il Tempietto d’Arcadia del Parco Ducale, l’Istituto d’Arte P. Toschi sono alcuni dei luoghi diventati teatro di un inaspettato dialogo visivo tra artisti e i loro abitanti abituali.

I mutamenti globali in atto stanno ridisegnando la geografia delle nostre Città, delle relazioni che vi si sostanziano e dunque dei luoghi della cultura. I vari frammenti che le compongono non riescono a dare un’immagine stabile della complessità di sedimentazioni concretatesi, spesso per giustapposizioni. Se il teatro vuole porsi come riattivazione critica dell’esistente attraverso la sua trasformazione artistica, si rende necessaria una riflessione identitaria che parta dalla storia dei luoghi, ma anche dalle loro mutazioni in atto. Come il Teatro forgia continuamente nuovi spazi d’azione in relazione alla costruzione semantica degli attori che li vivono, la Città, come Teatro, è permeabile alle trasformazioni secondando la vivibilità dei cittadini. Mutando la percezione dei luoghi, lo sguardo teatrale può suggerire una strada da percorrere: come l’attore si appropria dello spazio in cui agisce ascoltandolo, così possiamo creare una nuova memoria, collettiva e individuale, attiva, che non solo fotografi l’esistente, ma stimoli visioni su un “possibile” della Città.

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