Nella biodiversità: i nuovi rural

di Silvia Ugolotti, testo e foto

Orti biologici, agriturismo all’avanguardia, coltivazioni antiche: un sentiero tracciato nella terra che dal presente porta al futuro. Loro, gli attori di questa rivoluzione verde e laboriosa, sono i nuovi rural, una generazione di uomini e donne illuminati che, lontani dalla città e fuori dall’ufficio, hanno trovato la propria dimensione.

Qualcuno ha ereditato aziende di famiglia, altri ce l’hanno fatta da soli, tutti hanno fatto una scommessa col destino e stretto un patto con la natura. Braccia rubate alla crisi e alla disoccupazione.

Filosofia Rural

“Difendere la natura significa proteggere se stessi; tutelare la biodiversità vuol dire salvaguardare un patrimonio ricco di tradizioni e cultura arrivato intatto fino a noi. È espressione di un diverso modo di vivere, un legame che passa attraverso un rapporto con la terra più radicato e sincero”, dice Elisa Ziveri dell’Azienda Rosa Dell’Angelo a Traversetolo che produce salumi di maiale nero di razza antica. Con la sua famiglia, a Rivalta di Lesignano de' Bagni, ha creato ”Rural” (rural.it), progetto di recupero di razze e frutti antichi per valorizzare il lavoro di allevatori e coltivatori custodi della biodiversità. Quartier generale, la Fattoria Rosa Dell’Angelo che ogni anno a settembre organizza il Rural Festival, due giorni di festa dove incontrare i protagonisti della community e scoprire i loro prodotti.

I custodi della biodoversità

Molti dei “custodi” si concentrano proprio tra Lesignano Bagni e Traversetolo, sulle prime colline d’Appennino. All’Agriturismo Iris a Rivalta (agricola iris.it), produce Parmigiano Reggiano biologico con latte intero del proprio allevamento, “quello della prima mungitura della giornata, la crosta è nera: un omaggio alla tradizione”, racconta Umberto Avanzini. I formaggi stagionano nella cantina del Pioniere, “un vecchio fienile con una temperatura fresca e sempre costante”. I prodotti (anche yogurt, ricotta e altri formaggi) si assaggiano nella sala degustazioni. Sempre in zona, ottimo latte di vacca grigia d’Appennino alla Latteria Montanina (3487056320), mentre Podere Cristina è una piccola realtà agricola dove Valentina Cipelli alleva la gallina romagnola e coltiva frutta e verdure biologiche. All’interno ci sono una piccola bottega dove acquistare le produzioni handmade (confetture, uova, farine, conserve, salumi, pasta) e un ristorante capitanato dallo chef Kristian Aita, diplomato all’Alma di Colorno, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Ottimi, i tortelli alla lastra, ripieni di patate affumicate, erbette aromatiche. Per vivere il territorio si possono prenotare escursioni a piedi e in bike e partecipare a corsi di cucina. Poco lontano, a Santa Maria del Piano, c’è Claudio Grossi (0521.850595) custode di due antiche varietà: l’orzo Leonessa e il grano del Miracolo (la quantità di sostanze antiossidanti, come fosforo e ferro è maggiore rispetto al grano moderno): “Tutto è iniziato grazie a mio nonno”, spiega. “Aveva conservato dei semi antichi che nessuno sapeva più cosa fossero. Da quei semi ha preso vita una storia straordinaria”. Se ne ricavammo pane dal sapore intenso, squisite gallette e orzo da sostituire al caffè. Sulla strada verso Bannone, invece, s’incontra la Centrale della Frutta (cemtraledellafrutta.it) di Monica Azzoni che produce frutta e verdura sia fresca, che lavorata. Tra le eccellenze, l’uva termarina, la pesca rossa e il pomodoro riccio di Parma, perfetto nelle insalate o nelle passate, dense e saporite.  

Rural adventure

Animali quasi estinti, cultivar antiche e sentieri nascosti, con tende e fuoristrada si può partecipare alla rural adventure per conoscere da vicino il lavoro di allevatori e coltivatori. È accompagnata da Roberto Mattioli, guida ambientale e maratoneta appassionato di natura e dei nostri Appennini. “Proprio accanto alla Fattoria Rosa Dell’Angelo partono sentieri sterrati da percorre a piedi o in mountain bike in un paesaggio a tratti quasi lunare”, racconta. “Con i calanchi scolpiti nella roccia argillosa, passando attraverso un bosco di piante autoctone, si cammina fino a Monchio di Mulazzano, un grappolo di case in pietra e calce tipiche dei villaggi di montagna. A testimoniare l’importanza del suo passato, c’è una casa-torre del tardo Medioevo con una piccionaia nel sottotetto e il cornicione in laterizio. Poco oltre, un olivo secolare: è uno dei patriarchi della biodiversità”.

Non lontano dalla fattoria, il Parco Barboj di Rivalta è conosciuto come il parco che borbotta per i vulcanelli di fango o barboj, alti da pochi centimetri a un metro, gorgogliano accompagnando piccole esplosioni di gas e fanghiglia.


Carnet d’adresse

Dormire

Il Gelso
Azienda agricola dove comprare le verdure dell’orto. Nel ristorante i piatti propongono cucina casalinga e nel b&b, le stanze  sono ben arredate. Sulle colline dopo Traversetolo, è all’interno di una corte rurale secentesca.
ilgelso.net

Mangiare

Trattoria Capelli
Fiera rappresentante della gastronomia tipica locale, la trattoria di Rivalta accoglie da generazioni i suoi ospiti in un’atmosfera casalinga. 
trattoriacapelli.it

Comprare

Oinoe
32 ettari di terreno di cui 21 a vigneto, la cantina Oinoe a Guardasone di Traversetolo organizza degustazioni guidate, eventi in vigna con musica dal vivo. Al piano superiore ci sono camere per dormire.
oinoevini.it

Vedere 

La villa dei capolavori
Circondata da un parco con alberi secolari e pavoni, la Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, custodisce i capolavori raccolti nel corso della vita da Luigi Magnani, grande intellettuale, appassionato collezionista e uomo d’arte. Attraversando, stanza dopo stanza, la “casa della vita” di Magnani, si entra a far parte del suo progetto. Una casa museo in cui i quadri dei grandi maestri del passato raccontano di sé e della vita di chi li ha raccolti e custoditi. Da Francisco Goya con “La famiglia dell’infante don Luis” alle Madonne col Bambino di Filippo Lippi. Poi Albrecht Dürer, Rubens, Van Dyck e Tiepolo. Ma anche capolavori di scultura di Antonio Canova e Manzù. La collezione, varia ed eclettica, rispecchia l’approccio di Luigi Magnani nei confronti delle opere d’arte: privo di barriere, con interessi per ogni periodo storico e per gli artisti che hanno saputo ricreare la purezza formale: Giorgio Morandi più di tutti, l’amico pittore le cui opere sono esposte al piano superiore insieme a tele di Monet, Cézanne e Renoir. Durante l’anno mostre temporanee arricchiscono il percorso. Il calendario è sul sito internet. 
magnanirocca.it

In città

Rientrando a Parma, nel centro storico, al numero 7/b, di Borgo Giacomo Tommasini il Rural Market raccoglie i frutti dei produttori della rural community. Mentre per un viaggio tra i motori che hanno dominato le campagne emiliane si visita il Museo di Marvasi (marvasi.it), azienda storica fondata nel 1928, da Gardo Marvasi, collaudatore della Landini di Fabbrico. Nel museo, la collezionare di trattori d’epoca Landini e Lamborghini, prodotti negli anni Trenta e Cinquanta, è un’immersione nel passato agricolo. 

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