Le pievi della montagna
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Luoghi culturali


Appennino parmense



Le pievi assunsero una grande importanza per i villaggi, diventando punti di riferimento per la vita religiosa, tanto che per molti secoli restarono gli unici edifici dotati di fonte battesimale e cimitero. La diffusione delle pievi iniziò nel V secolo contemporaneamente alla diffusione della religione cristiana. Oggi le pievi sono diventate il simbolo della storia religiosa del parmense e, per la loro collocazione in punti panoramici, rappresentano un'ottima occasione per passeggiate ed escursioni alla scoperta di angoli nascosti e suggestivi.

Pievi della montagna:

Pieve di Fornovo

Pieve di Beduzzo: la chiesa originaria, dedicata a San Prospero e priva di canonica, viene ricostruita isolata sul monte con una canonica posta sulla costa dello stesso, circa cento metri più in basso. La costruzione attuale, con abside tonda, lunga navata e quattro cappelle, risale al 1735. Salendo s'incontra poi la Pieve di Corniglio, oggi purtroppo poco riconoscibile perché in restauro. L'attuale edificio settecentesco sorge sull'antica pieve probabilmente non originaria ma smembrata da quella di Serravalle.

Pieve di Berceto


Pieve di Castrignano: dedicata a Santa Maria Assunta, è una delle più antiche pievi sulla quale perdura, stabile fino all'abolizione dei feudi, la giurisdizione sia ecclesiastica che civile dei vescovi di Parma. Conserva ancora una vasca battesimale in arenaria sostenuta da un capitello corinzio, sebbene l'impianto attuale sia frutto di restauri.

Pieve di Cozzano: dedicata ai santi Bartolomeo e Martino, è il frutto di un ampio rinnovamento avvenuto intorno al 1830, che poco lascia intravedere del precedente edificio romanico. Citata fin dal X secolo, oggi è soltanto immaginabile attraverso ciò che rimane delle originarie tre absidi, delle quali una complementare distrutta per lasciare posto al campanile, e di un archivolto in pietra, oggi murato nella torre campanaria.

Pieve di Scurano: la chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, priva di canonica e continuamente sbalestrata sia ecclesiasticamente che politicamente tra i due governi confinanti lungo l'Enza, parmense ed estense, oggi tradisce le sue radici romaniche soltanto nell'impianto basilicale a tre navate, nella facciata a capanna e soprattutto nella pietra del XI secolo incastrata in un pilastro interno.

Pieve di Serravalle: dedicata a San Lorenzo, subisce un rovinoso crollo nel XIV secolo, quindi l'attuale chiesa è frutto di una successiva ricostruzione. Sicuramente oggi più importante è l'adiacente Battistero che conserva l'originaria pianta ottagonale asimmetrica risalente all'VIII-IX secolo mentre copertura e portale sono anch'essi rifatti.

Pieve di Tizzano: molto simile sia architettonicamente che per le sue origini alle pievi di Bardone e Sasso, la pieve matildica di Tizzano, datata al X-XI secolo e dedicata a San Pietro, è posta anch'essa su di un'altura ed interamente realizzata in pietra di cava appena squadrata. Presenta pianta basilicale a tre navate delle quali quella centrale più ampia ed elevata, sormontata da una torre campanaria di diretta derivazione borgognona. Diversi interventi successivi ne alterano l'originaria struttura romanica. Degna di nota è la campana collocata sulla torre, una delle più antiche della diocesi parmense, risalente al 1360.

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