Le pievi delle colline
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Luoghi culturali


Neviano degli Arduini



Le pievi assunsero una grande importanza per i villaggi, diventando punti di riferimento per la vita religiosa, tanto che per molti secoli restarono gli unici edifici dotati di fonte battesimale e cimitero. La diffusione delle pievi iniziò nel V secolo contemporaneamente alla diffusione della religione cristiana. Oggi le pievi sono diventate il simbolo della storia religiosa del parmense e, per la loro collocazione in punti panoramici, rappresentano un'ottima occasione per passeggiate ed escursioni alla scoperta di angoli nascosti e suggestivi.

Pievi della collina:

Pieve di Arola: dedicata a San Martino, è denominata chiesa vecchia. I pochi resti dell'edificio originario comprendono un residuo di facciata in cui si possono distinguere due arcate a tutto sesto e un fianco della facciata delimitato da una lesena.

Pieve di Barbiano: posta in posizione privilegiata con un panorama unico, è di vaga identificazione per la doppia denominazione, Ciriana con titolare Sant'Antonio e di Barbiano con San Antonino Martire. Oggi, fatta eccezione per la parte inferiore del campanile, presenta una costruzione completamente rifatta del 1775.

Pieve di Basilicagoiano: l'antica pieve, dedicata a Santo Stefano, oggi è pressoché scomparsa visto l'impianto tardo cinquecentesco dell'interno a navata unica intersecata da transetto e quattro cappelle laterali.

Pieve di Bazzano

Pieve di Cabriolo: risale al XIII secolo anche se già sicuramente esisteva intorno al mille. L'essenzialità dell'edificio, dedicato a Tommaso Becket arcivescovo di Canterbury, è sottolineata dall'utilizzo dei mattoni a vista che definiscono la pianta quadrata, a navata unica e struttura a capanna coperta a capriate non originali. All'edificio originario appartiene l'abside rivolta a oriente, con arcature e monofore strombate, il tutto impreziosito internamente dal frammento di un lungo zoccolo affrescato nel XIV secolo di scuola giottesca.

Pieve di Collecchio

Pieve di Cusignano: l'espansa facciata di tipo neoclassico e l'interno a tre navate, frutto dei restauri del 1746, nascondono resti pregevoli del preesistente edificio romanico, del quale sussistono ancora oggi le otto colonne in navata.

Pieve di Lesignano Bagni: dedicata all'Arcangelo Michele patrono del paese, viene quasi completamente distrutta nel 1405 e quindi ricostruita nello stile romanico-gotico dell'interno a tre navate, ancora in parte visibile sotto i rifacimenti del XVII e XIX secolo, che ne compromettono inevitabilmente le origini.

Pieve di San Michele Cavana

Pieve di San Vitale Baganza: le prime indicazioni relative alla pieve, dedicata a San Pietro, risalgono al XII secolo ma è del 1230 la notizia certa della sua esistenza, confermata dalla dipendenza da essa di quattro oratori e chiese. Originariamente a tre navate, essa viene ricostruita, dopo un terremoto nel luglio 1834.

Pieve di Sasso: la pieve di Santa Maria di Sasso viene citata per la prima volta nel documento di donazione del vescovo Sigifredo II del 1005, dove compare tra i firmatari "Stabil archipresbiter Sanctae Marie de Saxo.

Pieve di Talignano: risale all'XI-XII secolo e presenta una pianta semplicissima, definita da una vasta aula rettangolare conclusa da abside semicircolare con campanile quadrato.

Pieve di Traversetolo: la Pieve di San Martino viene citata per la prima volta nell'atto di donazione del vescovo Sigifredo II dell'11 giugno 1005.

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